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  • Anno Accademico 2007-08

    DOCENTI 1° ANNO

    Ambra Cusin
    Psicoanalista SPI

    Marco Sarno
    Didatta IIPG, psicoanalista SPI

    Aristide Tronconi
    Psicoanalista SPI

    Marna Vera Fioravanti
    Socio IIPG

    Carmine Pasquale Pismataro
    Socio IIPG

    Mirella Curi Novelli
    Didatta IIPG, psicoanalista SPI

    Enrico Varrani
    Socio IIPG

    Niels P. Nielsen
    Psicoanalista SPI

    Eugenio Gaburri
    Didatta SPI

    Patrizia Roversi
    Socio IIPG

    Francesco Comelli
    Socio IIPG, psicoanalista SPI

    Renato Nazzani
    Psicoanalista SPI

    Giorgio Bubbolini
    Psicoanalista SPI

    Silvia Fornari
    Psicoanalista SPI

    Lella Citterio
    Didatta IIPG

    Simonetta Bonfiglio Senise
    Psicoanalista SPI

    Simonetta Diena
    Psicoanalista SPI

    MATERIE 1° ANNO

    Mito e psicoanalisi di gruppo (Ambra Cusin)

    Partendo da una sollecitazione che ci viene da Bion che – in “Elementi della psicoanalisi” prima e in “Cogitations” poi – ha sottolineato l’importanza dell’uso del mito come “modello atto alla Partendo da una sollecitazione che ci viene da Bion che – in “Elementi della psicoanalisi” prima e in “Cogitations” poi – ha sottolineato l’importanza dell’uso del mito come “modello atto alla investigazione o costruzione cognitiva”, verrà considerata l’evoluzione del concetto di mito nel tempo e saranno esaminati alcuni miti attraverso la loro narrazione.

    Letture bioniane e freudiane (Lella Citterio)

    Il corso è dedicato all’analisi dell’evoluzione bioniana dei fondamenti del pensiero freudiano. Saranno concordate di volta in volta letture del testo di riferimento – E. Gaburri, L. Ambrosiano, Ululare con i lupi, Bollati Boringhieri , Torino 2003 – o di altri testi correlati. La teoria sarà messa in relazione con la clinica mediante l’utilizzo di vignette cliniche pertinenti.

    Indirizzi psicoterapeutici (Enrico Varrani)

    Partendo dalla storia della psichiatria dinamica e dalle origini del fatto psicoterapico, con le sue concezioni magiche e primitive, si esplora la nascita e l’evoluzione della funzione psicoterapeutica e della sua teorizzazione. Vengono esaminati gli elementi del processo terapeutico, la natura del rapporto terapeuta-paziente, i modelli di funzionamento psichico e alcune tecniche e indirizzi.

    Psicologia della percezione (Giorgio Bubbolini)

    Nella prima parte, monografica, é proposto un breve inquadramento storico e teoretico del concetto di immagine. Da questo vertice vengono rivisitati alcuni passi freudiani sulla percezione e sulla differenza tra rappresentazione di cosa e di parola. Nella seconda parte, pratica, è prevista la presentazione di materiale audiovisivo atto a stimolare l’osservazione e l’ascolto, e la sua discussione.

    Teoria della tecnica psicoanalitica 1 (Renato Nazzani)

    Il corso si svolge con la metodica della didattica attiva e mira a favorire il lavoro di gruppo. Vengono considerati tanto l’aspetto interno quanto quello esterno della costituzione del setting, i molteplici contesti che possono caratterizzare un colloquio clinico e le differenti finalità che ne contraddistinguono lo svolgimento.

    Psicopatologia del bambino 1 (Silvia Fornari)

    Il corso si articola in una prima lezione di inquadramento generale, cui fanno seguito due incontri tematici dedicati rispettivamente alle nevrosi e alle psicosi nel bambino. In conclusione vengono proposte delle considerazioni clinico-pratiche relative agli specifici temi della consultazione e della diagnosi psicopatologica nell’infanzia.

    La relazione farmacologica (Niels Peter Nielsen)

    Il corso si propone di rivisitare il rapporto terapeuta-paziente-farmaco, i vantaggi e i rischi di un approccio integrato o disgiunto, il senso del doppio setting e le conflittualità dell’intervento contemporaneo di due specialisti, l’analisi del transfert laterale e del controtransfert “farmacologico”. Partendo dall’origine mitica del farmaco viene proposta una riformulazione dell’approccio clinico anche sulla base di esemplificazioni cliniche.

    Teoria della psicoanalisi di gruppo (Marco Sarno)

    Il corso passa in rassegna alcune idee chiave della cultura del Novecento (verranno considerati i concetti di spazio, tempo, struttura, forma, linguaggio, affetti) per descrivere l’influenza che esse hanno esercitato sulla costruzione di modelli per la psicoanalisi, e segnatamente per la psicoanalisi di gruppo.

    Teoria della clinica psicoanalitica (Patrizia Roversi)

    Il corso è dedicato all’esplorazione dei concetti di transfert e controtransfert: “il controtransfert è l’equivalente dell’analista di ciò che viene definito il transfert nel paziente… quando il paziente trasferisce i suoi conflitti infantili sull’analista li rivive in una situazione in cui possono essere risolti. Quando l’analista opera un transfert sul paziente, rivive i propri conflitti che non sono né l’oggetto dell’analisi né possono essere risolti” (Fliess).

    Teoria della tecnica psicoanalitica 1 B (Marna Vera Fioravanti)

    Vengono analizzati i fondamenti dei modelli di apparato psichico e del suo funzionamento e l’evoluzione storica della nozione di setting, prendendo in considerazione i contributi di Freud, Bion, Ferenczi, Winnicott, Klein, Lacan, Bleger. Ci si sofferma su alcuni concetti fondamentali: i confini del setting, i confini della mente (interni) e quelli esterni, le violazioni del setting, il setting con pazienti nevrotici e psicotici, il setting individuale e di gruppo.

    Teorie dello sviluppo 1 (Simonetta Bonfiglio Senise)

    Attraverso la discussione di materiale clinico vengono presi in considerazione alcuni aspetti essenziali della teoria e della tecnica psicoanalitica applicate all’adolescenza: il lavoro del transfert e del controtransfert nel trattamento degli adolescenti, il tema della dipendenza come parametro comune nei disturbi del comportamento, i rapporti tra adolescenza e trauma.

    Psicoterapia istituzionale 1 (Francesco Comelli)

    Nel ciclo di incontri si cerca di dare voce a contesti istituzionali di cura del disagio psicologico e psichiatrico in cui hanno luogo gruppi terapeutici. Accanto ai modelli di intervento più consolidati e alle riflessioni sulla crisi delle istituzioni, avvenuta principalmente ad opera di Kaes, vengono discussi nuovi modelli di intervento che irrinunciabilmente presuppongono la psicoanalisi di gruppo come referente formativo e applicativo nella mente del terapeuta calato nel contesto istituzionale.

    Fondamenti di psicoanalisi A (Simonetta Diena)

    Partendo dal testo di Freud “Introduzione al narcisismo” si avvia una disamina del concetto di narcisismo nell’opera freudiana, e dei suoi sviluppi successivi in M. Klein, nella Psicologia dell’Io e nella Psicologia del Sé. Di Freud si analizza poi “Lutto e melanconia”, e i contributi di K. Abraham, M. Klein e E. Jacobson alla comprensione della depressione.

    Modelli psicoterapeutici 1 (Aristide Tronconi)

    Dopo aver illustrato la differenza tra psicoanalisi e psicoterapia analitica dal punto di vista sia delle tecniche che degli obiettivi, e aver fatto accenno all’evoluzione storica delle due forme a partire da Freud, vengono prese in considerazione le forme di psicoterapia psicoanalitica oggi più diffuse. Si considerano inizialmente le psicoterapie espressive e quelle supportive, per passare successivamente alle psicoterapie brevi e infine alla psicoterapia di coppia e a quella della famiglia.

    Psicopatologia 1 ( Carmine Pasquale Pismataro)

    Il corso offre un ventaglio di argomenti di attualità nel campo dell’operare psichiatrico, con particolare accenno alle patologie gravi e alle nuove patologie di significato sociale (ad esempio disturbi dell’alimentazione e patologie borderline). Si cerca di saldare queste riflessioni cliniche con una presentazione di alcuni aspetti teorici del pensiero di W. R. Bion.

    Gruppo e identità 1 (Eugenio Gaburri)

    Il corso prevede una rassegna della concezione del gruppo e delle sue relazioni con l’individuo e con l’inconscio a partire da Freud fino alle opere di Bion. Sarà approfondita la funzione del gruppo come contenitore delle angosce di frammentazione e del dolore depressivo, con particolare attenzione per l’elaborazione del lutto come fattore specificante e pertinente sia alla funzione alfa del conduttore sia alla funzione di alfabetizzazione (simbolizzazione) che attraversa la funzione genitoriale.

    Laboratorio di psicoterapia 1 (Mirella Curi Novelli)

    Il corso prende in considerazione l’orientamento diagnostico, la valutazione psicopatologica e le indicazioni terapeutiche nell’ambito della psicoterapia psicoanalitica e della psicoterapia d’appoggio. Viene inoltre esaminato il processo di costruzione e di manutenzione del setting.

    DOCENTI 2° ANNO

    Antonio Nettuno
    Socio IIPG

    Lucio Sarno
    Didatta IIPG, didatta SPI

    Aristide Tronconi
    Psicoanalista SPI

    Luigi Valera
    Socio IIPG

    Claudio Di Lello
    Socio IIPG, Psicoanalista SPI

    Marna V. Fioravanti
    Socio IIPG

    Enrico Varrani
    Socio IIPG

    Massimo Hassan
    Psicoanalista SPI

    Eugenio Gaburri
    Didatta SPI

    Patrizia Roversi
    Socio IIPG

    Francesco Comelli
    Socio IIPG, Psicoanalista SPI

    Serenetta Sonzini
    Psicoanalista SPI

    Giorgio Bubbolini
    Psicoanalista SPI

    Simonetta Bonfiglio Senise
    Psicoanalista SPI

    Jole Oberti
    Psicoanalista SPI

    MATERIE 2° ANNO

    Modelli psicoanalitici di gruppo 1 (Claudio Di Lello)

    Dopo aver considerato in sintesi l’origine del concetto e della parola “gruppo”, i primi modelli di gruppo psicoanalitico, la gruppoanalisi foulkesiana e lo psicodramma, si esaminano le applicazioni della psicoanalisi al setting gruppale in campo sia formativo sia terapeutico rispettivamente ad opera di autori inglesi (Jacques e Menzies, Rice, Balint) e argentini (Pichon-Rivière, Bleger, Bauleo).

    Psicoterapia istituzionale 1B (Antonio Nettuno)

    Il corso focalizza la sua attenzione sui nodi teorici, metodologici e clinici presenti nel lavoro dello psicoterapeuta che opera all’interno del campo istituzionale. A tale scopo vengono analizzati i vincoli, i limiti e le risorse connesse al lavoro terapeutico istituzionale. Viene anche sottolineata l’importanza che assume il contesto, inteso soprattutto come l’insieme del gruppo degli operatori nella sue capacità di cooperazione e contenimento.

    Teorie dello sviluppo 2 (Simonetta Bonfiglio Senise)

    Attraverso la discussione di materiale clinico vengono presi in considerazione alcuni aspetti essenziali della teoria e della tecnica psicoanalitica applicate all’adolescenza: il lavoro del transfert e del controtransfert nel trattamento degli adolescenti, il tema della dipendenza come parametro comune nei disturbi del comportamento, i rapporti tra adolescenza e trauma.

    Psicopatologia dell'adolescente 1 (Serenetta Sonzini)

    Dopo un inquadramento dell’adolescenza come età di transizione, si focalizza l’attenzione sulle necessarie rielaborazioni pulsionali e dei complessi infantili – Edipo in primis – e sui fallimenti patologici dello sviluppo nella loro complessità. Viene poi considerata la specificità della patologia mentale e dei conseguenti approcci terapeutici in adolescenza.

    Psicoterapia istituzionale 2 (Francesco Comelli)

    Nel ciclo di incontri si cerca di dare voce a contesti istituzionali di cura del disagio psicologico e psichiatrico in cui hanno luogo gruppi terapeutici. Accanto ai modelli di intervento più consolidati e alle riflessioni sulla crisi delle istituzioni, avvenuta principalmente ad opera di Kaes, vengono discussi nuovi modelli di intervento che irrinunciabilmente presuppongono la psicoanalisi di gruppo come referente formativo e applicativo nella mente del terapeuta calato nel contesto istituzionale.

    Teoria della clinica psicoanalitica (Patrizia Roversi)

    Il corso è dedicato all’esplorazione dei concetti di transfert e controtransfert: “il controtransfert è l’equivalente dell’analista di ciò che viene definito il transfert nel paziente… quando il paziente trasferisce i suoi conflitti infantili sull’analista li rivive in una situazione in cui possono essere risolti. Quando l’analista opera un transfert sul paziente, rivive i propri conflitti che non sono né l’oggetto dell’analisi né possono essere risolti” (Fliess).

    Teoria della tecnica psicoanalitica 2 B (Marna Vera Fioravanti)

    Vengono analizzati i fondamenti dei modelli di apparato psichico e del suo funzionamento e l’evoluzione storica della nozione di setting, prendendo in considerazione i contributi di Freud, Bion, Ferenczi, Winnicott, Klein, Lacan, Bleger. Ci si sofferma su alcuni concetti fondamentali: i confini del setting, i confini della mente (interni) e quelli esterni, le violazioni del setting, il setting con pazienti nevrotici e psicotici, il setting individuale e di gruppo.

    Fondamenti di psicoanalisi 2A (Lucio Sarno)

    Il corso si propone di riguardare i fondamenti della psicoanalisi a partire dalla costituzione clinico-teorico-metodologica proposta da Freud. Il corso si propone ugualmente di riconsiderare i modelli fondamentali della psicoanalisi post-freudiana (Klein, Bion, Winnicott) in funzione delle evoluzioni della clinica (pazienti nevrotici vs pazienti gravi) e della tecnica (psicoanalisi individuale/duale vs psicoanalisi di gruppo).

    Fondamenti di psicoanalisi 2B (Giorgio Bubbolini)

    Il corso si propone lo studio dei lineamenti essenziali della metapsicologia freudiana. Vengono presi in esame i testi più propriamente metapsicologici – “Metapsicologia” (1915) – e altri lavori di Freud che compongono il quadro dei fondamenti metapsicologici della psicoanalisi: in particolare “Tre saggi sulla teoria sessuale” (1905), “Dinamica della traslazione” (1911), “Introduzione al narcisismo” (1914), “Al di là del principio di piacere” (1920), “L’Io e l’Es” (1923).

    Modelli psicoterapeutici 2 (Aristide Tronconi)

    Dopo aver illustrato la differenza tra psicoanalisi e psicoterapia analitica dal punto di vista sia delle tecniche che degli obiettivi, e aver fatto accenno all’evoluzione storica delle due forme a partire da Freud, vengono prese in considerazione le forme di psicoterapia psicoanalitica oggi più diffuse. Si considerano inizialmente le psicoterapie espressive e quelle supportive, per passare successivamente alle psicoterapie brevi e infine alla psicoterapia di coppia e a quella della famiglia.

    Indirizzi psicoterapeutici (Enrico Varrani)

    Partendo dalla storia della psichiatria dinamica e dalle origini del fatto psicoterapico, con le sue concezioni magiche e primitive, si esplora la nascita e l’evoluzione della funzione psicoterapeutica e della sua teorizzazione. Vengono esaminati gli elementi del processo terapeutico, la natura del rapporto terapeuta-paziente, i modelli di funzionamento psichico e alcune tecniche e indirizzi.

    Psiconcologia (Luigi Valera)

    Viene analizzato il “cambiamento catastrofico” subìto dalla persona affetta da una malattia grave e a rischio di vita, l’indicazione al gruppo come strumento elettivo nell’ambito oncologico riabilitativo, l’utilizzazione del gruppo di lavoro anche per la formazione psicologica degli operatori sanitari al fine di migliorare l’alleanza terapeutica tra medico e paziente.

    Psicoterapia istituzionale delle patologie gravi (Massimo Hassan)

    Vengono considerati dapprima i problemi di metodo relativi ai luoghi della cura, ai ruoli e alle funzioni dell’equipe curante, per entrare poi nel merito con la presentazione di materiale clinico riguardante pazienti affetti da patologie differenti, nel percorso della trasformazione del bisogno sociale in lavoro clinico attraverso le varie fasi che si possono attraversare: l’alleanza, la comprensione del funzionamento individuale e di gruppo dei soggetti interessati, la cura, la riabilitazione, il futuro.

    Il pensiero della Klein nella storia della psicoanalisi (Jole Oberti)

    Il corso sviluppa sinteticamente le modificazioni essenziali dei modellipsicoanalitici derivanti dall’inserimento del modello di Melanie Klein all’interno di essi. Vengono promosse riflessioni sugli aspetti teorici e clinici del contributo kleiniano, e proposte esemplificazioni tratte dall’esperienza clinica o dalla produzione letteraria.

    Gruppo e identità 2 (Eugenio Gaburri)

    Il corso prevede una rassegna della concezione del gruppo e delle sue relazioni con l’individuo e con l’inconscio a partire da Freud fino alle opere di Bion. Sarà approfondita la funzione del gruppo come contenitore delle angosce di frammentazione e del dolore depressivo, con particolare attenzione per l’elaborazione del lutto come fattore specificante e pertinente sia alla funzione alfa del conduttore sia alla funzione di alfabetizzazione (simbolizzazione) che attraversa la funzione genitoriale.

    DOCENTI 3° ANNO

    Ambra Cusin
    Psicoanalista SPI

    Laura Ambrosiano
    Psicoanalista SPI

    Antonio Nettuno
    Socio IIPG

    Lella Citterio
    Didatta IIPG

    Claudia Balottari
    Psicoanalista SPI

    Lucio Sarno
    Didatta IIPG, didatta SPI

    Claudio Di Lello
    Socio IIPG, Psicoanalista SPI

    Massimo Hassan
    Psicoanalista SPI

    Costanzo Gala
    Psicoanalista SPI

    Pasquale Pismataro
    Socio IIPG

    Enrico Varrani
    Socio IIPG

    Renato Nazzani
    Psicoanalista SPI

    Eugenia Crimi
    Socio IIPG

    Serenetta Sonzini Capranico
    Psicoanalista SPI

    Fabio Madeddu
    Docente Psicologia Univ. Mi-Bicocca

    Silvia Fornari
    Psicoanalista SPI

    Jole Oberti
    Psicoanalista SPI

    MATERIE 3° ANNO

    Fattori terapeutici nei gruppi (Lella Citterio)

    Saranno concordate di volta in volta letture dei testi di riferimento o di altri testi correlati, corredate da situazioni cliniche proposte dagli allievi . La lettura base è rappresentata dai Quaderni di “Koinos”, arricchita da fonti bibliografiche attinenti al percorso di pensiero sviluppatosi nella discussione gruppale.

    Teoria e tecnica dei disturbi di personalità (Fabio Madeddu)

    Il corso si propone di rivisitare le principali concettualizzazioni relative ai disturbi di personalità, partendo dalle prime notazioni cliniche per giungere alle contemporanee teorizzazioni e alle loro ricadute sulla tecnica psicoterapeutica. In particolare vengono esaminati i problemi relativi alle prime osservazioni psicoanalitiche degli anni ’40, le riflessioni successive e lo sviluppo del dibattito più ampio sui fattori evolutivi e motivazionali.

    Modelli psicoanalitici di gruppo 2 (Claudio Di Lello)

    Vengono presi in esame gli sviluppi francesi delle pratiche psicoanalitiche di gruppo sia in ambito terapeutico sia in ambito formativo. Ci si sofferma in particolare sul contributo di D. Anzieu (gruppo come realizzazione di pensieri inconsci) e di R. Kaés (organizzatori inconsci del gruppo e apparato psichico gruppale).

    Psicopatologia del bambino 2 (Silvia Fornari)

    Il corso si articola in seminari teorico/clinici riguardanti la patologia infantile, con particolare attenzione per le dinamiche presenti nel gruppo familiare e per le indicazioni a una terapia di gruppo. Specifica attenzione viene dedicata ai casi in cui si possa considerare l’inserimento in un gruppo come prima indicazione.

    Teoria della tecnica psicoanalitica 2 (Renato Nazzani)

    Il corso si svolge con la metodica della didattica attiva e mira a favorire il lavoro di gruppo. Viene dato spazio alla discussione di alcune tecniche specifiche di conduzione dei colloqui clinici, dal colloquio “libero” all’”intervista strutturale” di Kenberg. Si precisano le modalità di formulazione dell’orientamento diagnostico e dell’indicazione terapeutica al paziente.

    Psicodinamica degli stati di malattia organica e psicogeriatria (Costanzo Gala)

    Il corso è dedicato ai temi relativi ad esperienze di malattie organiche invalidanti o ad esito infausto (cancro, dialisi, AIDS ecc.) e all’invecchiamento. L’anziano si confronta con una serie di perdite e di lutti i cui effetti psicologici sono aggravati dalla fragilità biologica, somatica e cognitiva, oltre che da fenomeni di isolamento sociale ed emarginazione culturale. L’interazione di queste variabili determina quadri di sofferenza psichica in un continuum che procede dal disagio alla grave psicopatologia.

    Psicoanalisi infantile 1 (Claudia Balottari)

    Il corso è dedicato alla sofferenza psicosomatica in età evolutiva nelle sue implicazioni teoriche e cliniche. Vengono considerati i concetti di privazione psichica e di “isteria arcaica” (J. Mc Dougall), di personalizzazione, scissione e dissociazioni multiple nell’organizzazione dell’Io (Winnicott), di “sofferenza muta” nelle malattie psicosomatiche in età evolutiva.

    Psicopatologia dell'adolescente 2 (Serenetta Sonzini)

    Dopo un inquadramento dell’adolescenza come età di transizione, si focalizza l’attenzione sulle necessarie rielaborazioni pulsionali e dei complessi infantili – Edipo in primis – e sui fallimenti patologici dello sviluppo nella loro complessità. Viene poi considerata la specificità della patologia mentale e dei conseguenti approcci terapeutici in adolescenza.

    Fondamenti di psicoanalisi 3 A (Lucio Sarno)

    Il corso si propone di riguardare gli elementi costitutivi del setting e del contratto psicoterapeutico (utilizzando il vertice psicoanalitico) sia per quel che riguarda la relazione analitica duale sia per quel che riguarda il setting di gruppo.

    Teoria del lutto e della melanconia (Eugenia Crimi)

    Attraverso la presentazione di situazioni terapeutiche di gruppo vengono sviluppate riflessioni relative ai temi del lutto e della melanconia. Particolare attenzione è dedicata alle differenti modalità di reazione dei diversi gruppi terapeutici.

    Psicopatologia 2 ( Pasquale Pismataro)

    Vengono affrontati argomenti di attualità quali le patologie gravi e le nuove patologie di significato sociale (disturbi alimentari, patologie borderline) per dare sia il polso della situazione attuale nei servizi psichiatrici, sia gli orientamenti della cura, sia esemplificazioni cliniche. Tali riflessioni vengono saldate ad alcuni aspetti teorici del lavoro di W. R. Bion.

    Mito e psicoanalisi di gruppo (Ambra Cusin)

    Partendo da una sollecitazione che ci viene da Bion che – in “Elementi della psicoanalisi” prima e in “Cogitations” poi – ha sottolineato l’importanza dell’uso del mito come “modello atto alla investigazione o costruzione cognitiva”, verrà considerata l’evoluzione del concetto di mito nel tempo e saranno esaminati alcuni miti attraverso la loro narrazione.

    Psicoterapia istituzionale delle patologie gravi (Massimo Hassan)

    Vengono considerati dapprima i problemi di metodo relativi ai luoghi della cura, ai ruoli e alle funzioni dell’equipe curante, per entrare poi nel merito con la presentazione di materiale clinico riguardante pazienti affetti da patologie differenti, nel percorso della trasformazione del bisogno sociale in lavoro clinico attraverso le varie fasi che si possono attraversare: l’alleanza, la comprensione del funzionamento individuale e di gruppo dei soggetti interessati, la cura, la riabilitazione, il futuro.

    Indirizzi psicoterapeutici (Enrico Varrani)

    Partendo dalla storia della psichiatria dinamica e dalle origini del fatto psicoterapico, con le sue concezioni magiche e primitive, si esplora la nascita e l’evoluzione della funzione psicoterapeutica e della sua teorizzazione. Vengono esaminati gli elementi del processo terapeutico, la natura del rapporto terapeuta-paziente, i modelli di funzionamento psichico e alcune tecniche e indirizzi.

    Gruppo e identità 1 (Laura Ambrosiano)

    Il corso prevede una rassegna della concezione del gruppo e delle sue relazioni con l’individuo e con l’inconscio a partire da Freud fino alle opere di Bion. Sarà approfondita la funzione del gruppo come contenitore delle angosce di frammentazione e del dolore depressivo, con particolare attenzione per l’elaborazione del lutto come fattore specificante e pertinente sia alla funzione alfa del conduttore sia alla funzione di alfabetizzazione (simbolizzazione) che attraversa la funzione genitoriale.

    Psicoterapia Istituzionale 1 B (Antonio Nettuno)

    Il corso focalizza la sua attenzione sui nodi teorici, metodologici e clinici presenti nel lavoro dello psicoterapeuta che opera all’interno del campo istituzionale. A tal vengono analizzati i vincoli, i limiti e le risorse connesse al lavoro terapeutico istituzionale. Viene anche sottolineata l’importanza che assume il contesto, inteso soprattutto come l’insieme del gruppo degli operatori nelle sue capacità di cooperazione e contenimento.

    DOCENTI 4° ANNO

    Ambra Cusin
    Psicoanalista SPI

    Laura Ambrosiano
    Psicoanalista SPI

    Antonio Nettuno
    Socio IIPG

    Lucio Sarno
    Didatta IIPG, didatta SPI

    Claudia Ballottari
    Psicoanalista SPI

    Luigi Valera
    Socio IIPG

    Eugenia Crimi
    Socio IIPG

    Pasquale Pismataro
    Socio IIPG

    Giorgio Bubbolini
    Psicoanalista SPI

    Renato Nazzani
    Psicoanalista SPI

    Giovanni Foresti
    Psicoanalista SPI

    Ronny Jaffé
    Didatta IIPG, psicoanalista SPI

    Jole Oberti
    Psicoanalista SPI

    MATERIE 4° ANNO

    Psicoanalisi infantile 1B (Lucia Rapezzi Imbasciati)

    Partendo da un inquadramento storico della figura di M. Klein, e del suo contributo alla psicoanalisi infantile, vengono presi in esame alcuni concetti kleiniani fondamentali: fantasia inconscia, oggetti interni, posizione schizoparanoide, posizione depressiva, identificazione proiettiva. Il corso prevede la lettura e la discussione di alcune sedute dell’analisi di Richard, la riflessione sull’attualità della Klein clinica e teorica, la lettura e la discussione di materiale clinico del docente o degli allievi.

    Teoria del lutto e della melanconia (Eugenia Crimi)

    Attraverso la presentazione di situazioni terapeutiche di gruppo vengono sviluppate riflessioni relative ai temi del lutto e della melanconia. Particolare attenzione è dedicata alle differenti modalità di reazione dei diversi gruppi terapeutici.

    Gruppo monotematico (Michele Sforza)

    Il corso si propone di prendere in esame l’etiopatogenesi e la psicodinamica della dipendenza alcoolica con particolare riferimento all’apporto psicoanalitico; le indicazioni, gli strumenti e la metodologia della terapia di gruppo nella dipendenza alcoolica; il gioco d’azzardo patologico e il suo inquadramento nosografico, la sua storia naturale e i suoi principi di diagnosi e terapia.

    Laboratorio di psicoterapia 2 (Ronny Jaffè)

    Il corso è incentrato sul concetto di transfert in Freud, e sui suoi successivi ampliamenti ad opera di autori come M. Klein e W. R. Bion. Tradizionalmente il lavoro sul transfert, definibile come ripetizione di prototipi infantili riattualizzati nella relazione terapeutica, è considerato un elemento essenziale per lo svolgimento della cura. I contributi della Klein e soprattutto di Bion hanno consentito di affrontare il problema del tranfert e della sua interpretazione nei pazienti gravi. Partendo da questi presupposti teorici il corso si baserà su casi clinici.

    Psicoanalisi infantile 2 (Claudia Balottari)

    Il corso è dedicato alla sofferenza psicosomatica in età evolutiva nelle sue implicazioni teoriche e cliniche. Vengono considerati i concetti di privazione psichica e di “isteria arcaica” (J. Mc Dougall), di personalizzazione, scissione e dissociazioni multiple nell’organizzazione dell’Io (Winnicott), di “sofferenza muta” nelle malattie psicosomatiche in età evolutiva.

    Psicoterapia istituzionale 2B (Antonio Nettuno)

    Il corso focalizza la sua attenzione sui nodi teorici, metodologici e clinici presenti nel lavoro dello psicoterapeuta che opera all’interno del campo istituzionale. A tale scopo vengono analizzati i vincoli, i limiti e le risorse connesse al lavoro terapeutico istituzionale. Viene anche sottolineata l’importanza che assume il contesto, inteso soprattutto come l’insieme del gruppo degli operatori nella sue capacità di cooperazione e contenimento.

    Psicopatologia 3 (Pasquale Pismataro)

    Vengono affrontati argomenti di attualità quali le patologie gravi e le nuove patologie di significato sociale (disturbi alimentari, patologie borderline) per dare sia il polso della situazione attuale nei servizi psichiatrici, sia gli orientamenti della cura, sia esemplificazioni cliniche. Tali riflessioni vengono saldate ad alcuni aspetti teorici del lavoro di W. R. Bion.

    Il pensiero della Klein nella storia della psicoanalisi (Jole Oberti)

    Il corso sviluppa sinteticamente le modificazioni essenziali dei modellipsicoanalitici derivanti dall’inserimento del modello di Melanie Klein all’interno di essi. Vengono promosse riflessioni sugli aspetti teorici e clinici del contributo kleiniano, e proposte esemplificazioni tratte dall’esperienza clinica o dalla produzione letteraria.

    Mito e psicoanalisi di gruppo (Ambra Cusin)

    Partendo da una sollecitazione che ci viene da Bion che – in “Elementi della psicoanalisi” prima e in “Cogitations” poi – ha sottolineato l’importanza dell’uso del mito come “modello atto alla investigazione o costruzione cognitiva”, verrà considerata l’evoluzione del concetto di mito nel tempo e saranno esaminati alcuni miti attraverso la loro narrazione.

    Psiconcologia (Luigi Valera)

    Viene analizzato il “cambiamento catastrofico” subìto dalla persona affetta da una malattia grave e a rischio di vita, l’indicazione al gruppo come strumento elettivo nell’ambito oncologico riabilitativo, l’utilizzazione del gruppo di lavoro anche per la formazione psicologica degli operatori sanitari al fine di migliorare l’alleanza terapeutica tra medico e paziente.

    Teoria della tecnica psicoanalitica 3 (Renato Nazzani)

    Il corso si svolge con la metodica della didattica atiiva e mira a favorire il lavoro di gruppo. Viene dato spazio alla discussione di alcune tecniche specifiche di conduzione dei colloqui clinici e in particolar modo alla simulazione del “role-playing” determinando quindi la configurazione dei ruoli terapeutici.

    Metapsicologia (Giorgio Bubbolini)

    Il significato mantiene, nel programma della psicoanalisi contemporanea, il concetto di “sessualità infantile”? Che uso è ancora oggi possibile farne nel nostro lavoro clinico? Anche sulla base di tali interrogativi, in questo corso verranno presi in esame alcuni lavori di Freud (1894-1905) sul ruolo del trauma sessuale nell’etiologia delle psiconevrosi e sul nesso tra fantasia di seduzione e sessualità infantile.

    Modelli psicoterapeutici 3 (Aristide Tronconi)

    Il corso è dedicato alla psicodiagnosi e alla psicoterapia in ambito giuridico. Verranno approfonditi i seguenti argomenti: l’utilizzo dei test proiettivi e di livello in ambito giuridico; il perito d’ufficio e il perito di parte; la relazione scritta; la comunicazione all’interessato e ai congiunti; la collaborazione con il giudice tutelare; l’etica professionale.

    Gruppo e identità 2 (Laura Ambrosiano)

    Il corso prevede una rassegna della concezione del gruppo e delle sue relazioni con l’individuo e con l’inconscio a partire da Freud fino alle opere di Bion. Sarà approfondita la funzione del gruppo come contenitore delle angosce di frammentazione e del dolore depressivo, con particolare attenzione per l’elaborazione del lutto come fattore specificante e pertinente sia alla funzione alfa del conduttore sia alla funzione di alfabetizzazione (simbolizzazione) che attraversa la funzione genitoriale.

    Discussione casi clinici (Lucio Sarno)

    Il corso si propone come occasione di lettura, rielaborazione e modellizzazione del materiale clinico relativo ad attività psicoanalitiche di gruppo.

    Dinamiche grippali e assetti organizzativi nella vita quotidiana delle istituzioni (Giovanni Foresti)

    Le lezioni hanno come punto di riferimento teorico i programmi di “group relations” del Tavistck & Portman NHS Trust, e in particolare la tradizione delle “conferenze di Leicester”. Avviata nel 1957 come collaborazione fra studiosi di diversa provenienza, questa esperienza ha sviluppato alcune intuizioni di Bion (in particolare il leaderless group project: Bion 1946) che si sono rivelate utilissime per comprendere la vita quotidiana delle istituzioni.